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Nel mondo manifatturiero, parlare di sostenibilità non significa più solo contenere le emissioni o scegliere materiali green. Sempre più aziende stanno portando l'attenzione su una risorsa tanto preziosa quanto spesso data per scontata: l’acqua.
Il bilancio idrico integrato è oggi uno degli strumenti più efficaci per valutare, misurare e rendicontare l’impatto ambientale dei processi industriali.
Non si tratta solo di un tema materiale legato al bilancio di sostenibilità, ma di un vero e proprio strumento di consapevolezza, capace di orientare decisioni operative, investimenti tecnologici e
cultura aziendale.
Nel settore manifatturiero, sia esso meccanico, tessile o chimico, il consumo d’acqua è un nodo cruciale. Saper misurare il consumo idrico in relazione ai processi aziendali con precisione è il
primo passo per poterne ridurre l’utilizzo , senza intaccare la qualità del prodotto o l’efficienza del processo.
Marzotto, che da anni rendiconta il proprio impatto redando il Bilancio di Sostenibilità, ha intrapreso un percorso di analisi e ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua nel proprio reparto di tintoria, con il supporto di Fòrema.
Il progetto si è sviluppato su più livelli.
Come consigliato dall’approccio scientifico, in primo luogo è stata effettuata una analisi dello schema impiantistico dell’acqua (sia greggia che depurata, calda e fredda), seguita da una verifica puntuale dei cicli di lavoro e un confronto tra i dati rilevati dai contatori e le stime teoriche del modello Excel utilizzato in azienda.
“Quello che è emerso non è solo un delta numerico,” racconta l’Ing. Roberto Lovo, Direttore di Produzione, “ma una nuova consapevolezza: conoscere i consumi in dettaglio ci permette di
lavorare in modo più preciso, più responsabile, e anche più competitivo”.
Questo tipo di analisi permette di analizzare eventuali scostamenti tra dati effettivi e previsioni ed individuare così margini di miglioramento sia a livello tecnologico che organizzativo.
Un altro elemento strategico introdotto è l’indicatore litri d’acqua per chilo di tessuto tinto, rilevato settimanalmente a partire dai contatori e dai dati ERP. Questo parametro consente di monitorare l’efficacia delle azioni correttive nel tempo, trasformando il controllo dei consumi in un processo continuo e trasparente.
“Integrare il bilancio idrico nella nostra gestione quotidiana significa andare oltre la compliance,” aggiunge ancora l’ing. Lovo. “È un modo per prendere decisioni migliori, condividere obiettivi con i reparti, e valorizzare ogni piccolo passo nella direzione della sostenibilità.”
Il caso Marzotto dimostra che anche nei contesti industriali più complessi è possibile agire in modo puntuale e strategico.
Grazie al supporto metodologico e tecnico di Fòrema, l’azienda ha avviato una roadmap che permette di ottenere risultati concreti, in termini di riduzione sia del consumo di una risorsa
fondamentale per la vita sul pianeta e sia di costi.
In un’epoca in cui la sostenibilità è al centro dell’agenda industriale, l’analisi dei consumi idrici si conferma uno strumento concreto, capace di coniugare competitività e responsabilità.
Il progetto Marzotto non solo ha portato risultati tecnici rilevanti, ma ha anche dimostrato come l’innovazione possa partire da ciò che già esiste: i dati, le persone, e una cultura aziendale aperta al miglioramento.
Per saperne di più sui percorsi di sostenibilità industriale e sugli strumenti di bilancio ambientale, contatta i nostri esperti: francesca.rossetto@forema.it