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Ieri mattina si è svolto l’evento "Fare Rete Fa Welfare", nell’ambito del progetto PROGRAMMA REGIONALE VENETO# FSE+ 2021-2027 DGR n. 1102 del 15/09/2025 Bando WELL-FARE – IL WELFARE CHE CONNETE dedicato alle buone pratiche, alle idee e agli strumenti per il welfare delle imprese.
Un'occasione preziosa di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, imprese, professionisti ed esperti del settore, accomunati dalla consapevolezza che il welfare non rappresenta solo un insieme di servizi, ma un vero fattore di sviluppo per il territorio.
Gli interventi hanno restituito l'immagine di un territorio in cui il welfare rappresenta ormai una realtà consolidata e un elemento sempre più strategico per imprese e comunità.
Come evidenziato da Claudio Fontanella, Coordinatore e Referente della Sede di Padova per l'Area Sindacale, Lavoro e Welfare di Confindustria Veneto Est, richiamando i dati dell'indagine del Centro Studi di Confindustria Veneto Est "I numeri per le risorse umane: Focus sul Veneto", il welfare aziendale è oggi presente in tre aziende su quattro e rappresenta uno dei principali strumenti della contrattazione aziendale.
L'Assessora al Sociale del Comune di Padova, Margherita Colonnello, ha sottolineato come il tema del welfare richieda di affrontare sfide complesse e un vero cambio di paradigma. Non è più sufficiente limitarsi all'erogazione di benefit: occorre sviluppare una visione generativa del welfare che coinvolga l'intero territorio, promuovendo sinergie tra enti pubblici, imprese, associazioni e comunità locali. In quest'ottica, anche esperienze come il volontariato d'impresa possono diventare strumenti concreti di connessione e valore condiviso.
Elena Morello, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Padova, ha posto l'attenzione sul tema della conciliazione tra vita professionale e vita familiare. Il welfare può e deve rappresentare uno strumento fondamentale per sostenere le imprenditrici e le lavoratrici madri, contribuendo a contrastare il fenomeno dell'abbandono del lavoro legato ai carichi di cura. Perché ciò avvenga, è necessario che le misure di welfare siano strutturali e non episodiche.
Il Veneto si conferma tra le regioni più virtuose in questo ambito. Come ricordato da Valentino Santoni, ricercatore senior di Percorsi di Secondo Welfare, la diffusione del welfare aziendale continua tuttavia a riflettere le disuguaglianze territoriali del Paese: è maggiormente presente nel Nord Italia, meno diffuso nel Centro e ancora limitato nel Sud. I dati mostrano inoltre che le aziende che investono in politiche di welfare registrano, nel medio-lungo periodo, migliori performance organizzative e risultati economici più solidi.
A confermare il valore concreto del welfare aziendale sono state anche le testimonianze delle imprese presenti, che attraverso esempi ed esperienze dirette hanno mostrato come il benessere delle persone possa tradursi in maggiore coinvolgimento, senso di appartenenza e migliori risultati organizzativi.
Maria Cristina Giacomello di ZF Padova S.r.l. ha raccontato come l'azienda abbia recuperato e valorizzato uno spazio dismesso, trasformandolo in un'area relax a disposizione dei dipendenti, dotata di distributori di cibo e bevande, tavoli da ping pong e postazioni per il calcio balilla. Un intervento semplice ma efficace per favorire momenti di socializzazione e benessere all'interno dell'ambiente di lavoro.
Giulia Sbalchiero, HR Manager di IM Group, ha illustrato alcune iniziative innovative introdotte dall'azienda, tra cui sei ore annuali di fisioterapia per i dipendenti, con effetti positivi sulla riduzione degli infortuni e dell'assenteismo. Particolarmente significativa anche la scelta di inserire in organico uno psicologo aziendale dipendente, che offre quattro incontri all'anno a ciascun collaboratore, oltre a ulteriori percorsi di supporto in caso di necessità.
Christian Skulte, CEO di ABS Food, azienda pioniera nell'ambito del welfare e tra le prime ad aderire alle piattaforme dedicate, ha presentato un modello fortemente orientato al coinvolgimento delle persone e delle loro famiglie. Tra le iniziative promosse figurano attività per il tempo libero, giornate sulla neve, visite a parchi tematici come Gardaland, corsi di alimentazione e cucina sana, progetti di sostenibilità come il bosco aziendale e l'adozione di alveari, oltre a numerose attività di volontariato che hanno coinvolto dipendenti e familiari.
Le testimonianze di Francesco Luciano, Responsabile Amministrativo di Dealernet, e di Silvia Schipilliti, Responsabile del Personale di Ecocerved, hanno ulteriormente evidenziato come il welfare rappresenti oggi uno strumento strategico per attrarre, motivare e fidelizzare le persone, contribuendo al tempo stesso alla crescita sostenibile delle organizzazioni.
Particolarmente significativo il momento dedicato alla presentazione e alla firma del Protocollo di Rete Territoriale per il Welfare, presentato da Roberto Baldo di Fòrema, Silvia Zanellato di Ascom e Enrico Bressan di Apri Formazione, segnale concreto della volontà di costruire percorsi condivisi e duraturi.
I contributi di tutti i partecipanti a questo momento di confronto hanno evidenziato come il Veneto si distingua per una consolidata cultura del welfare, sostenuta da esperienze diffuse e da una crescente collaborazione tra imprese, istituzioni e territorio.
Fare rete non è soltanto un metodo di lavoro: è la condizione necessaria per generare un welfare capace di creare valore sociale ed economico.