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Fòrema entra nella rete di lobby EVBB: una presenza europea più forte

Il Veneto ha un tessuto industriale solido, ma per competere in Europa serve una marcia in più. Fòrema entra ufficialmente nel network internazionale EVBB: una scelta strategica nata per guidare le imprese e le organizzazioni del territorio dentro i programmi Erasmus+ e Horizon Europe, trasformando le opportunità dell'UE in leve di crescita concrete.

Il Veneto è una delle regioni economicamente più solide d’Italia, ma la forza produttiva di un territorio non si traduce automaticamente in una pari capacità di presidiare i programmi europei più strategici. In questo quadro si inserisce la scelta di Fòrema di aderire a EVBB, una rete che riunisce 850 istituzioni educative in 84 Paesi, con oltre 35.000 persone attive in più di 1.500 centri formativi.
L’adesione a EVBB non ha quindi un valore formale o di semplice networking. Ha un significato operativo: rafforzare la capacità di leggere le opportunità europee, costruire partenariati più competitivi e accompagnare imprese e organizzazioni venete dentro i due strumenti oggi più rilevanti per sviluppo, competenze e innovazione, cioè Erasmus+ e Horizon Europe.

 

Veneto e altre regioni italiane

Guardando alla programmazione europea 2021-2027, il Veneto mostra una performance positiva ma non di leadership assoluta. Nella spesa certificata dei Programmi Regionali, il Veneto si colloca al 17%, in linea con l’Emilia-Romagna, ma dietro a Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Piemonte, che risultano più avanti nella capacità di assorbimento delle risorse.
Questo dato è importante perché racconta una verità spesso trascurata: il Veneto non parte da una posizione debole, ma nemmeno può considerarsi arrivato. È una regione con un tessuto industriale, manifatturiero e di servizi avanzati molto robusto, che proprio per questo dovrebbe ambire a una presenza ancora più strutturata nei programmi europei, non solo come beneficiario di fondi ma come promotore di progetti e alleanze.
In questa prospettiva, Erasmus+ e Horizon Europe rappresentano due leve complementari. Erasmus+ sostiene mobilità, formazione, cooperazione educativa e sviluppo delle competenze lungo tutto l’arco dell’istruzione e della formazione, mentre Horizon Europe è il principale programma europeo per ricerca e innovazione nel periodo 2021-2027.

 

Perché contano Erasmus+ e Horizon Europe

Per un territorio come il Veneto, Erasmus+ non è soltanto un programma per studenti. È uno strumento che consente a scuole, enti formativi, organismi intermedi e soggetti del lavoro di costruire relazioni internazionali, sviluppare progettualità comuni, rafforzare le competenze linguistiche, digitali e organizzative, e confrontarsi con pratiche che in altri Paesi sono già mature.
Horizon Europe, invece, parla più direttamente al mondo dell’innovazione, della ricerca applicata e della competitività. È il programma con cui l’Unione europea finanzia partenariati, tecnologie, transizione verde, trasformazione digitale e progetti ad alto contenuto di collaborazione internazionale, e per questo è particolarmente rilevante per sistemi economici avanzati e aperti all’export come quello veneto.
Mettere insieme questi due strumenti significa lavorare su due dimensioni che si rafforzano a vicenda. Da un lato si costruiscono competenze, reti e cultura europea; dall’altro si intercettano occasioni per innovare prodotti, processi e modelli organizzativi.

 

Il confronto con l’Europa che conta

Se il primo paragone naturale è con le altre regioni italiane, il secondo deve essere con le regioni europee che per struttura economica, densità imprenditoriale e vocazione industriale sono più vicine al Veneto. In particolare, il confronto con territori di Francia, Germania e Spagna è utile perché mostra come i programmi europei possano essere usati non come strumenti marginali, ma come leve ordinarie di sviluppo territoriale e di competitività.
I tre Paesi hanno scelto orientamenti diversi ma molto chiari nell’utilizzo delle risorse europee. La Germania ha concentrato una quota molto alta su ambiente e clima, la Francia ha dato forte enfasi a innovazione, digitalizzazione e competitività, mentre la Spagna ha puntato con decisione su modernizzazione, lavoro, sostenibilità e sostegno alle imprese.
Questo non significa che il Veneto debba imitare un solo modello. Significa però riconoscere che nei territori europei più dinamici i programmi UE sono considerati parte della strategia industriale, formativa e tecnologica, non un’opportunità occasionale da cogliere solo quando esce un bando interessante.

 

Il gap da colmare

Il vero tema, quindi, non è stabilire se il Veneto sia forte o debole. Il punto è capire se una regione con il suo peso economico stia convertendo tutto il proprio potenziale in capacità progettuale europea, soprattutto nei canali che più incidono sulla competitività futura: formazione, innovazione, ricerca e cooperazione internazionale.
La risposta più realistica è che il Veneto dispone di una base molto solida, ma può ancora crescere nella qualità del presidio europeo. Può farlo aumentando la continuità delle partnership, la capacità di progettazione internazionale, il raccordo tra imprese e sistema formativo e la partecipazione a reti capaci di leggere in anticipo le priorità dell’Unione europea.
È proprio qui che l’ingresso in EVBB acquista senso strategico. Entrare in una rete internazionale così estesa significa accedere a un ecosistema transnazionale che collega formazione, innovazione, occupabilità e sviluppo delle competenze, e quindi creare condizioni più favorevoli per portare anche il Veneto dentro una progettazione europea più stabile e più incisiva.

 

Il ruolo di Fòrema

Per Fòrema, aderire a EVBB significa rafforzare una missione già radicata: fare da ponte tra bisogni delle imprese, crescita delle persone e trasformazioni del contesto economico. In una fase in cui la competitività dipende sempre più dalla capacità di apprendere, innovare e collaborare oltre i confini nazionali, stare dentro una rete europea non è un elemento accessorio ma una scelta coerente con il ruolo che un soggetto formativo avanzato deve assumere.
Per le imprese venete, questo passaggio può tradursi in un vantaggio concreto. Significa poter contare su un interlocutore più connesso ai circuiti europei, più esposto alle buone pratiche internazionali e più attrezzato per trasformare esigenze reali in progetti, partenariati e opportunità di crescita.
In questa prospettiva, l’adesione a EVBB è meno un punto di arrivo e più un cambio di scala. È la scelta di accompagnare il Veneto in una dimensione europea più matura, nella quale Erasmus+ e Horizon Europe non siano strumenti esterni al territorio, ma parti integranti di una strategia di sviluppo fondata su competenze, innovazione e alleanze di lungo periodo.