Lavoro
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Gender gap in Italia: la lunga strada verso la parità di genere
Con l'entrata in vigore delle nuove regole sulla trasparenza salariale, il concetto di "lavoro di pari valore" subisce una rivoluzione. Non si valuta più solo l'identità della mansione, ma si devono confrontare posizioni diverse che, in base a criteri oggettivi, hanno lo stesso peso per l'organizzazione.
La normativa impone di utilizzare parametri neutrali rispetto al genere, come le competenze, le responsabilità e le condizioni di lavoro (escludendo il criterio dell'impegno, precedentemente dibattuto). Per capire l'impatto pratico, guardiamo al Contratto Collettivo dell'Industria Metalmeccanica: un addetto alla manutenzione inquadrato al livello C2 (operaio) e un tecnico per la qualità dei fornitori inquadrato sempre al livello C2 (impiegato) svolgono mansioni materialmente diverse, ma dal punto di vista della legge stanno svolgendo un lavoro "di pari valore".
Se le retribuzioni di queste due figure presentano discrepanze basate, anche inavvertitamente, su pregiudizi storici di genere, l'azienda è sanzionabile. Inoltre, il confronto non si limita a colleghi assunti contemporaneamente: una lavoratrice può dimostrare di essere pagata meno di un collega uomo che occupava la sua stessa posizione anni prima.
Ecco perché il servizio Fòrema prevede una fase di "prova di tenuta" (stress test) per verificare la coerenza tra mansione, livello contrattuale, anzianità e retribuzione effettiva, costruendo vere e proprie fasce retributive (con minimo, medio e massimo) inattaccabili in sede legale.
Per maggiori informazioni contatta la nostra specialist Chiara Nasci chiara.nasci@forema.it
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