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Il welfare viaggia su quattro ruote: iMilani vince il contest HR+ con la fisioterapia in azienda

C’è un van che attraversa il cuore dell’Alto Vicentino, ma non trasporta merci. Trasporta benessere, prevenzione e una nuova idea di gestione delle risorse umane. È il FisioVan, il progetto iniziato nel 2020 in  iMilani - Società Benefit di Rosà che ha appena sbaragliato la concorrenza internazionale, vincendo il contest europeo indetto da HR+, il programma Erasmus+ coordinato da Fòrema, ente di formazione del sistema confindustriale veneto, che riunisce partner di sette paesi per ridisegnare il ruolo dei manager del personale.

iMilani non è nuova alle sfide della sostenibilità. Nata da una dinastia imprenditoriale attiva dal 1929, l'azienda trasforma ogni anno oltre 750 tonnellate di plastica da post-consumo domestico in cassette e contenitori per la logistica industriale. Ma, per la famiglia Milani, l’economia circolare non riguarda solo i polimeri, bensì anche le persone. È in questo ecosistema di responsabilità che Giulia Sbalchiero, HR Manager di iMilani, ha lanciato nel 2020 — in pieno lockdown — un’intuizione coraggiosa: portare la fisioterapia direttamente tra le linee di produzione.

Il progetto, realizzato in collaborazione con Fisiolab 8.14, che ne diventa partner strategico, ribalta il concetto di welfare aziendale. Se spesso la prevenzione rimane un "bonus" teorico, FisioVan la rende concreta: un ufficio mobile dove ogni dipendente ha diritto a sei sedute individuali all’anno, svolte durante l’orario di lavoro. «Abbiamo voluto trasformare la prevenzione da concetto astratto a esperienza vissuta», spiegano dall'azienda. 

I risultati, a cinque anni dal lancio, sono stati definiti dalla giuria del contest (composta da accademici e imprenditori) come una "best practice" di eccellenza. I numeri parlano di una drastica riduzione degli infortuni sul lavoro, un calo netto dell’assenteismo e, soprattutto, un aumento vertiginoso del benessere percepito dai dipendenti, specialmente quelli impegnati nelle mansioni fisicamente più gravose.

“Il successo di iMilani nel contest HR+ è la dimostrazione plastica di ciò che intendiamo per innovazione sociale applicata all'impresa”, commenta Matteo Sinigaglia, amministratore delegato di Fòrema. “Attraverso il progetto Erasmus+ HR+, stiamo lavorando per trasformare la funzione delle Risorse Umane da centro di costo a vero motore di competitività e benessere. Coordinare sette partner in cinque diversi paesi europei ci permette di osservare le migliori pratiche continentali, ma vedere un'eccellenza del nostro territorio come iMilani distinguersi a questo livello ci rende orgogliosi. Il progetto FisioVan incarna perfettamente lo spirito di HR+: colmare il gap di competenze tecniche con soluzioni creative che rispondono alle reali esigenze del mercato”.

Il successo di FisioVan ha convinto HR+ a inserire il progetto tra i migliori esempi europei di gestione della complessità e della salute sul lavoro. Grazie a questa vittoria, iMilani e Fòrema avranno l’opportunità di presentare il modello a Bruxelles nel maggio, davanti alle istituzioni europee e ai professionisti del settore.

Il FisioVan, peraltro, già oggi non è più solo un esperimento di una singola realtà: con la nascita del Gruppo i'M nel 2022, il modello è stato esteso a tutte le società del gruppo, diventando un asset trasversale. «Per vivere bene bisogna, innanzitutto, lavorare bene», recita il mantra di iMilani. Una lezione di civiltà industriale che da Rosà si prepara a fare scuola in tutta Europa, dimostrando che l'innovazione sociale è il vero motore della competitività futura.

“Vincere il contest HR+ con FisioVan è una conferma preziosa: dimostra che mettere la salute delle persone al centro non è solo una scelta etica, ma un motore di innovazione per l'intera organizzazione”, conclude Giulia Sbalchiero, HR Manager di iMilani. “Abbiamo scelto di non aspettare che il lavoratore manifestasse un disagio, ma di "andargli incontro" letteralmente, portando la prevenzione in azienda con un van attrezzato. In questi cinque anni abbiamo visto cambiare la cultura interna: la drastica riduzione degli infortuni e dell'assenteismo sono dati numerici importanti, ma ciò che conta davvero è la fiducia che si è creata. Sapere che l'azienda si prende cura del tuo benessere fisico durante l'orario di lavoro trasforma il clima aziendale. Portare questo modello a Bruxelles significa dire all'Europa che il welfare del futuro deve essere proattivo, concreto e, soprattutto, capace di abbattere le barriere tra cura e quotidianità lavorativa”.