Lavoro
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La digitalizzazione delle imprese attraverso le misure del PNRR
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Il trucco per il successo? Ce lo svela Robert Jhonson, il coach degli imprenditori vincenti
Efficienza processi al 65%, produttività al 64% e nuovi mercati conquistati.
L'88,6% delle PMI venete intervistate si dichiara più o molto più competitiva grazie agli investimenti in Transizione 4.0 e 5.0. Un risultato tangibile dall'indagine Fòrema, che quantifica impatti su efficienza (65%), produttività (64%), qualità (54%) e competitività diretta (54%). Il 62% ha introdotto tre o più nuovi prodotti/servizi negli ultimi tre anni, con il 37% che attribuisce un ruolo decisivo o molto rilevante proprio a questi investimenti. Numeri che ribaltano il paradigma: la digitalizzazione non è costo, ma moltiplicatore di valore.
L'efficienza dei processi guida i guadagni: riduzione di tempi, scarti e fermi macchina, con un output per addetto in sensibile aumento. La produttività beneficia di processi ottimizzati, mentre la qualità si eleva grazie a monitoring real-time e automazione. Queste leve sono motivate dal 55% delle imprese che mirano a nuovi mercati e vantaggi competitivi, confermando come la Transizione apra porte oltre i confini veneti.
Il 37% lega direttamente l'innovazione agli investimenti 4.0/5.0, trasformando PMI da follower a leader settoriali. In un metalmeccanico dominato da piccole (37%) e medie imprese (37,5%), questi risultati sono un modello replicabile.
Impatti misurabili:
"Riduzione tempi e scarti: l'output per addetto è il vero indicatore di successo."
– Francesca Rossetto Smart Factory Manager.
La Transizione 4.0/5.0 ripaga con forza sui mercati attuali e futuri. Le PMI venete hanno le evidenze per accelerare.
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