Il desiderio di ritrovarsi e la voglia di sentire di nuovo quel senso di appartenenza che puoi percepire solo insieme, nello stesso posto e con un obiettivo in comune.

Sono questi i primi spunti che RiRi ci ha offerto e che ci hanno convinto a “scendere in campo” per confermarci, se ce ne fosse il bisogno, che un asset strategico per la ripresa è senza dubbio la formazione.

Le aziende non si sono mai fermate: si sono fermati i nostri uffici, le nostre fabbriche, le nostre macchine, ma le persone – quasi guidate da una forza di volontà poche altre volte sperimentata in una collettività così ampia – quelle no non si sono fermate.

Non si sono mai fermati i messaggi, le mail, le videocall e ogni altro modo che tutti abbiamo trovato per dirci almeno che ci eravamo. Non si è arrestato il senso collettivo di appartenere ad una comunità, ad un’azienda, ad un luogo fisico e virtuale che accomunasse il desiderio di contrastare, pur rispettando, la battuta d’arresto che tutti abbiamo subito.
Ripartire è dunque quasi un eufemismo se pensiamo alle nostre aziende come complessi sistemi che in verità si sono continuati a muovere e hanno continuato a vivere con una forza inarrestabile, tuttavia questa nuova fase ci sta facendo percepire un nuovo dinamismo, delle nuove possibilità.

È per tutto questo che “scendere in campo” è diventata una metafora, affrontata con grande coraggio, entusiasmo e voglia di scoprire cosa può offrire la formazione, quella formazione che facilità le persone a sperimentarsi fuori dalla consueta zona di comfort, che diventa per l’azienda un nuovo occhiale con cui leggere i bisogni, quotidiani ma anche a lungo termine che le proprie risorse esprimono. Farlo in un contesto informale ma ad alto contenuto formativo permette di rendere più facilmente osservabili i comportamenti che diventano driver di sviluppo di competenze per i Team di lavoro e per le loro performance.

 

 

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