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Survey Fòrema 2020: l’anno della formazione. I risultati.

Per il terzo anno consecutivo Fòrema raccoglie direttamente dalla voce di HR e responsabili della formazione, gli orientamenti e i trend in corso, elementi preziosi per guidare lo sviluppo delle proprie offerte.

La survey di quest’anno – intitolata 2020: l’anno della formazione – realizzata tra il 10 e il 20 gennaio, ha raccolto risposte da un panel di 87 imprese (di cui 17% grandi e 33% medie imprese), attive nei settori di specializzazione tipici del sistema industriale veneto (il metalmeccanico pesa per il 41%), che attraverso la piattaforma Fòrema, hanno potuto dare le proprie indicazioni di priorità su target e aree aziendali di intervento attraverso la formazione, figure professionali ricercate, posizionamento rispetto a temi complessi e di frontiera.

Abbiamo chiesto su quali target, o tipologie di personale, sia più opportuno concentrare i servizi formativi e gli interventi per lo sviluppo delle competenze; l’analisi aggregata indica che più del 70% dei rispondenti ritiene importante o molto importante investire sull’aggiornamento o la riqualificazione dello staff aziendale, in particolare agendo sul middle management e i profili impiegatizi (categoria che vede la maggiore convergenza di risposte).

Passando alle aree aziendali in cui opera il personale, sono tre gli ambiti che catturano la massima priorità: i processi produttivi, il marketing/vendite e la comunicazione (insieme raccolgono il 40% delle priorità massime), la progettazione e lo sviluppo di prodotto (16%). Si delinea pertanto un’attenzione crescente sui processi a valore diretto, che presidiano il prodotto, il posizionamento sui mercato e le vendite, anche a scapito delle funzioni di supporto (segnatamente acquisti, HR e logistica).

Coerentemente con questo quadro i temi da sviluppare attraverso la formazione cambiano: diminuiscono gli “evegreen” (lingue straniere, informatica di base) a favore di azioni per l’innovazione dei prodotti e dei processi, per il radicamento sui mercati internazionali, per lo sviluppo di soft skills: i tre poli hanno la priorità massima per il 53% delle aziende. Sono da segnalare inoltre priorità significative sull’efficientamento delle attività produttive e l’emergere del tema “digital transformation”.

Il tema delle nuove risorse professionali da inserire nella propria organizzazione va letto nel quadro dello sforzo costante di ricercare e attrarre talenti per “dare gambe” ai processi di trasformazione industriale in corso (il 65% dei rispondenti è alla ricerca di nuovi collaboratori). Rispetto all’insieme di ruoli e figure professionali proposte, si evidenzia la crescita dei cd. nuovi lavori e la trasformazione di quelli consolidati: digital marketing strategist, web designer, data analyst, rappresentano casi operativi di hybrid jobs che operano principalmente in area marketing, amministrazione e operations.

Abbiamo infine proposto alcuni temi complessi o di frontiera, connessi agli obiettivi di sviluppo del sistema produttivo e di Agenda 2030: l’attenzione a gestire le sfide poste dai trend demografici, che si riflette direttamente sulla gestione del personale, la collaborazione con il sistema dell’Education, il radicamento nei territori di appartenenza, l’impatto delle tecnologie sui modelli organizzativi sono una priorità per il 56% dei partecipanti e urgenti per il 14%.

I risultati completi sono disponibile come infografica a questo link, dove proponiamo una chiave di lettura dei dati anche secondo cluster dimensionali e settoriali dei rispondenti; è inoltre ancora possibile partecipare alla rilevazione cliccando qui.

Un ringraziamento particolare chi ha voluto condividere con noi informazioni, sensibilità e visione, per aiutarci a migliorare le nostre attività.

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