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Digital Transformation: cosa, come, perché.

Trasformazione digitale, un megatrend che oramai riguarda tanto le organizzazioni quanto le vite quotidiane di ciascuno di noi. Ma che cos’è? Di cosa si tratta?

Si tratta di un tema profondamente complesso e di fondamentale importanza per le aziende, di fatto è un cambiamento annunciato, inevitabile e in quanto tale genera timori e porta ad interrogarsi sul grado di preparazione e predisposizione della propria cultura organizzativa ad accoglierlo.

Nessun settore e quindi nessuna organizzazione riuscirà a sfuggire a un futuro dove persone e oggetti saranno interconnessi in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, con qualsiasi dispositivo, abbattendo le barriere dello spazio e del tempo. La trasformazione per l’azienda, in sintesi, consisterà nella digitalizzazione delle sue attività, più speditamente dei processi, dei prodotti e dei modi di lavorare delle persone.

L’azienda oggi ha ancora poca dimestichezza con l’informatica delle reti, degli algoritmi e dei big data: nasce l’esigenza di inventarsi un nuovo modo per stare sul mercato, un proprio spazio all’interno dell’era digitale. 

Questo accade per le aziende più mature mentre le start-up prosperano in una cultura digitale pervasiva, caratterizzate da nuovi modi di sviluppo (Lean), creazione e organizzazione (Agile) e una nuova visione del lavoro (management collaborativo).

Viene da se che la trasformazione digitale non è solo letteralmente la “digitalizzazione dell’azienda” bensì dell’evoluzione del business – in modo digitale e interconnesso- sviluppato attorno a tre assi fondamentali:

• Business Model
• Customer Experience
 Organizzazione 

Per l’azienda tradizionale la trasformazione può potenzialmente minare tutti i pilastri su cui si basa, a partire dal Business Model, ponendole di fronte ad un quesito fondamentale: come si genera il fatturato e come si garantisce il margine in un mondo digitale? D’altro canto, chi penserebbe di parlare di “trasformazione digitale” con una start-up?

Nessuno, naturalmente, poiché queste giovani aziende sono “native” digitali, vivono e pensano in digitale, impiegano quasi interamente canali digitali e spesso hanno un’organizzazione in grado di adattarsi in tempo reale ai cambiamenti. Le start-up adeguano costantemente le loro offerte apprendendo i comportamenti dei loro clienti.

Personalizzazione dei contenuti, utilizzo dei dati per creare esperienze coinvolgenti, allineamento dell’implementazione sinergica di tutti i canali.

Customer Experience: questa è la seconda leva della trasformazione digitale. La raccolta e l’analisi di dati dettagliati possibili grazie alle nuove tecnologie diventano aspetti fondamentali per la conoscenza dei propri clienti, si tratta anche di un punto di partenza per migliorare l’esperienza con il prodotto, il brand e in generale il rapporto che l’azienda può avere con il consumatore.

La riflessione sulla trasformazione digitale dovrà passare attraverso l’analisi puntuale della maturità digitale dell’azienda, solo in un secondo momento subentra l’integrazione del digitale in ciascuna delle dimensioni organizzative, la quale deve essere guidata e stimolata da tutti i suoi leader. Lo sforzo è quello di sviluppare e attuare la strategia globale di digitalizzazione supportando i manager e i loro team; definire KPIs significativi e implementare un piano d’azione strutturato. 

Quindi cosa fare? Ciò che bisogna comprendere è che i modelli di business che funzionano oggi sono radicalmente diversi da quelle precedenti: per compiere davvero una trasformazione è necessario fare una profonda pulizia dei modelli del passato, organizzativa ma soprattutto culturalmente. 

Questa azione tuttavia passa attraverso la “trasformazione” degli approcci mentali, dei comportamenti e delle pratiche, ovvero dell’iniziare a creare il digital mindset per il cambiamento.

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