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Formazione Industry 4.0: la motivazione degli imprenditori e gli aiuti del Governo

Entriamo ufficialmente nell’ultimo quadrimestre del 2020, si iniziano a tirare le somme dell’anno in corso e a progettare la strategia del prossimo. Ciò non può prescindere dagli obbiettivi strategici legati alla crescita aziendale supportata da strumenti industry 4.0 per rilanciare la competitività tenendo conto delle nuove esigenze del mercato. 

Parliamo ad esempio del passaggio dalla “mass production” alla “mass customization”, oppure da una produzione basata su previsioni a una produzione dinamica in base alle richieste, ma anche di una manodopera sempre meno necessaria a fronte, invece, di un bisogno irrefrenabile di “mentidopera” e di un processo commerciale da digitalizzare a fronte delle nuove dinamiche relazionali del mercato. 

Sarebbe limitante focalizzarci su un’unica direzione di sviluppo, a parità di sforzo è opportuno valutare:

  • l’utilizzo dei dati e la potenza di calcolo delle macchine: ciò si traduce in big data, Internet of Things, cloud , open data e machine-to-machine per la centralizzazione delle informazioni ed il loro utilizzo per prendere decisioni basate su eventi oggettivi.
  • l’analytics: lo studio dei dati che permette di trasformare numeri, parole e simboli in un valore effettivo per l’azienda. Ad oggi, infatti, pochissimo (circa 1%) di ciò che viene raccolto dalle imprese viene utilizzato.
  • il rapporto tra uomo e macchina: come l’essere umano comunica con tutti i dispositivi tecnologici, attraverso interfacce, linguaggi e strumenti. L’obiettivo è trovare una metodologia per migliorare le prestazioni di lavoro.
  • il collegamento tra digitale e reale: si tratta dell’ultima fase del processo in cui i dati, analizzati, processati e utilizzati nell’istruzione delle macchine, si traducono in beni materiali e non. Parliamo quindi di stampa 3D, robot, interazioni tra macchine…

È importante rendersi conto che per fare questo non ci si deve affidare solo alle nuove tecnologie, ma bisogna prima di tutto attuare un cambiamento a livello culturale nelle organizzazioni, attraverso la definizione di strategie aderenti all’attuale mercato. 

Disegnata la nostra strategia, dobbiamo partire dal coinvolgimento e dalla formazione delle persone. Oltre a un tema di contenuti e di modalità formative, ampiamente sviluppate nella nostra pagina (www.ilcuborosso.it), spesso ci chiediamo:

Cosa sta facendo il nostro governo su questo tema?

Ovvero, come il governo italiano stimola gli investimenti delle imprese nella formazione del personale per  digitalizzare i processi?

L’ho chiesto al nostro partner dott. Piero Mioni, specialista di consulenza fiscale, societaria e contabile. 

Dottore, quale vantaggio fiscale ha oggi un imprenditore nell’investire in un percorso formativo che coinvolga i propri dipendenti?

La Legge di Bilancio 2020 semplifica e snellisce le procedure per accedere agli incentivi fiscali per le attività di Formazione sugli argomenti sopra evidenziati.

In pratica è sufficiente effettuare della formazione in azienda, autocertificata, per ottenere un credito di imposta variabile dal 30% al 60% ( a seconda delle dimensioni aziendali e delle caratteristiche dei dipendenti in formazione) del costo lordo totale del dipendente che partecipa alla formazione. Tale credito di imposta è utilizzabile in compensazione con ogni tributo a far data dal 01 gennaio 2021.

Di quale orizzonte temporale stiamo parlando?

Pur essendo probabile ed auspicabile una proroga di detta agevolazione, attualmente la legge ne prevede la scadenza nel 2020, per le società con esercizio coincidente con l’anno solare.

Questi strumenti sono cumulabili tra di loro? Ed eventualmente con quali altre agevolazioni?

Questa agevolazione è cumulabile con ogni altra agevolazione inerente anche i medesimi costi, purchè l’agevolazione totale ricevuta non ecceda il costo stesso subito dall’azienda o non sia espressamente vietata da tali eventuali ulteriori agevolazioni. 

Se ad esempio un’azienda fruisse del 60% del credito di imposta per Formazione 4.0, ed esistesse un’ulteriore agevolazione del 50% cumulabile, tale seconda agevolazione sarebbe fruibile fino al 40% ( 60% + 40% = 100% ).

Molto vicina, direi quasi sovrapposta a tale agevolazione, è quella del 10% ottenibile per tutti i costi che riguardano le attività di innovazione tecnologica finalizzate ad obiettivi di innovazione digitale ( art 1 comma 201 Legge di Bilancio 2020 ). Il cumulo di tali agevolazioni porta quindi l’agevolazione complessiva ( pur con tempistiche diverse di fruizione ) dal 40% al 70% del costo del personale oggetto di formazione.

Grazie a queste risposte ci rendiamo conto che siamo in tempo sia per investire in questi ultimi mesi dell’anno che per recuperare le attività svolte da gennaio 2020. 

Per approfondire queste opportunità e strutturare un percorso aderente alla strategia aziendale, scrivici a

Francesca Rossetto

Segreteria Commerciale

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