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Più formazione per i lavoratori metalmeccanici, e non solo in ambito tecnico

Boom di frequenza ai corsi di competenze trasversali anche per gli operai

E’ ormai dal 1° gennaio 2017 che le aziende metalmeccaniche hanno l’obbligo di legge di coinvolgere i lavoratori a tempo indeterminato in un percorso di formazione di almeno 24 ore pro capite su base triennale. E se i corsi non vengono attivati all’interno dell’azienda, il lavoratore ha il diritto di partecipare a momenti di formazione esterni, ricevendo un contributo di spese a carico dell’azienda fino a 300 euro. 

Si tratta di una norma importante, che valorizza la formazione come diritto individuale del lavoratore e ha dato sicuramente una forte accelerazione alla nascita di tanti percorsi di crescita professionale, all’interno e all’esterno delle imprese metalmeccaniche.

A un paio d’anni dall’introduzione dell’obbligo formativo, ciò che colpisce è che i corsi attivati non riguardano solo argomenti tecnici, ma sempre più spesso gli operai vanno a lezione di comunicazione efficace, team work, gestione del tempo… Sono infatti sempre più numerose le aziende che scelgono di investire sulla formazione nell’ambito delle soft skills (o competenze trasversali) anche per le figure impiegate nei reparti produttivi. 

Le aziende hanno capito quali sono i vantaggi di avere lavoratori formati in senso più ampio, più partecipi alla vita e ai processi aziendali e noi che ci occupiamo di formazione abbiamo avuto modo di vedere in questi anni un proliferare di esempi virtuosi anche nelle province venete in cui operiamo.

Fra le esperienze più significative c’è quella di Speedline srl, realtà leader nella produzione di cerchi in lega a Santa Maria di Sala (Venezia): uno dei progetti di maggior spicco è stato il percorso formativo che, con gli oltre 250 collaboratori coinvolti tra operai e impiegati, ha affrontato temi essenziali per lo sviluppo professionale e l’arricchimento personale: change management, comunicazione, lavoro in team, gestione efficace del conflitto, problem solving… 

A Gambellara, nel Vicentino, la Ebara, realtà con oltre 500 dipendenti che produce elettropompe per il mercato industriale e domestico, ha elaborato un piano da oltre 9000 ore partendo proprio dalle esigenze espresse dai lavoratori, a cui abbiamo chiesto quale fosse l’ambito nel quale sentissero il bisogno maggiore di aggiornamento.

Significativa anche l’esperienza di Blue Box Group di Cona (Venezia) dove impiegati e operai hanno avuto modo di sperimentare e confrontarsi con nuove conoscenze, prospettive, riflessioni, emozioni e trasformarle in nuove abilità condivise. 

A Casalserugo, nel Padovano, la Mib Italiana ha messo a punto un piano di formazione quasi interamente dedicato alle soft skill, coinvolgendo tutti i lavoratori.

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