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Formazione per il lavoro: un’indagine sui fabbisogni professionali

Dopo la chiusura delle attività non essenziali disposta dal Governo, il 4 maggio è partita la Fase 2. Meno restrizioni per la mobilità e rientro a lavoro per 4,5 milioni di italiani. Ma quanti potranno davvero rientrare alla fine dell’emergenza?

Purtroppo, la ripresa non sarà uguale per tutti i lavoratori ed i settori ed avrà effetti differenti. Il rientro interessa principalmente i lavoratori dell’industria, dove l’attività può riprendere a pieno regime (100% dei settori riaperti) e, in generale, riguarda i lavoratori dipendenti, mentre gli autonomi (circa il 21%) dovranno ancora attendere. Diversamente, nel settore del turismo, della ristorazione e dell’entertainment si prevede un calo dell’occupazione ed una consistente perdita di posti di lavoro. Unioncamere, a fine marzo, ha stimato una perdita pari al 2,1% sull’anno precedente (422.000 posti di lavoro).

Se molti sostengono la nessità di rientri scaglionati per tutelare la popolazione più anziana, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ritiene invece che, al contrario, saranno proprio gli over 50 a riprendere a lavorare prima dei giovani e le aperture interesseranno maggiormente il Nord Italia. L’analisi della società di consulenza McKinsey va ancora più a fondo, identificando  i profili più colpiti. Lavoratori poco qualificati, dipendenti e professionisti con contratti a singhiozzo, meno tutele e bassi guadagni, appartenenti principalmente ai settori vendite e customer service, retail, ristorazione e turistico-alberghiero, costruzioni, servizi alla comunità, arte e intrattenimento.

Se le previsioni, a breve e lungo termine, non mancano, c’è il pericolo, reale, di non considerare una fascia consistente di popolazione “a rischio di non rientro”, tagliata fuori dalle statistiche ufficiali eppure estremamente vulnerabile. Anche alla luce dei nuovi bandi della Regione Veneto, che mirano a promuovere l’accesso al lavoro dei disoccupati attraverso l’aggiornamento e lo sviluppo della professionalità, è fondamentale capire i fabbisogni professionali e formativi della popolazione attraverso una survey disponibile cliccando qui

Dedicandoci qualche minuto, ci aiuterai a progettare un’offerta formativa in linea con le esigenze del territorio ma, soprattutto, potrai essere ricontattato per valutare il percorso che fa per te!

Grazie del contributo!

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