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La moltiplicazione dei nuovi job title nell’era del lavoro ibrido

Nell’era dei lavori ibridi sono in via di estinzione i profili professionali “tradizionali”, ma sempre più spesso le aziende tendono a creare – e quindi anche a cercare – profili tagliati su misura sulle proprie esigenze, a cui vengono richieste spesso competenze trasversali, che afferiscono, cioè, ad aree anche molto diverse tra loro. 

I nuovi “job title” si moltiplicano, senza dubbio a causa dell’attuale frammentazione del mercato del lavoro che parcellizza la richiesta di competenze a seconda del modello organizzativo, del mercato di riferimento, del tipo di prodotto e delle tecnologie in uso in azienda. 

A supportare questa tendenza anche i dati emersi dal sondaggio realizzato dal nostro gruppo nel mese di gennaio 2019: abbiamo chiesto ad un campione di 91 aziende del territorio veneto di quali profili professionali fossero alla ricerca e in quali ambiti organizzativi. Risultato: 208 segnalazioni di posizioni vacanti, suddivise in ben 108 profili diversi.

E tutto ciò come si ripercuote sul lavoro di chi, come noi, si occupa di formazione professionale?

Enti di formazione pubblici e privati sono chiamati ad affrontare alcune nuove sfide: da un lato ad adeguare il processo di recruitment, sempre meno standardizzato; dall’altro a pensare a nuovi programmi strutturati di formazione, on-boarding e affiancamento con l’obiettivo di rendere la funzione HR elemento fondativo delle strategie competitive aziendali. 

“Il modello degli hybrid jobs, – spiega Roberto Baldo, responsabile area progetti di Fòrema – in cui l’attività lavorativa è presidiata dall’intersezione tra competenze tecnico-professionali, soft e digital, può aiutare a interpretare meglio il compito fondamentale di chi si occupa di creare il match tra mercato del lavoro e fabbisogni aziendali. Le abilità e il capitale cognitivo di cui sono portatrici le persone sono elemento essenziale, software che fa “girare” l’hardware azienda, in una logica di compartecipazione”.

E in questo scenario, gli strumenti del Fondo Sociale Europeo, messi a disposizione dalla Regione Veneto, possono sostenere nuove traiettorie evolutive e riattivare il potenziale inespresso del sistema, a patto di saper valorizzare lo sviluppo delle competenze dentro e fuori le organizzazioni produttive, investimento chiave per governare la situazione di complessità in cui tutti siamo coinvolti.

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